INTERVISTA A RUMIKO TAKAHASHI

Un'intervista rilasciata prima che Ranma 1/2 sia stato finito.

Quella che le farò per prima è una domanda molto comune: vorrei che ci raccontasse in breve la sua carriera.

Sono circa quattordici anni che svolgo questo lavoro, ma ora non saprei fissare il giorno esatto in cui ho debuttato in questo campo... L'unica cosa che posso dire con certezza è che non uso un nome d'arte come fanno molti.

MaomorinLa prossima domanda sarebbe un po' imbarazzante...

La mia età? Non ho nessun problema a dire che sono nata il 10 Ottobre 1957.

In quale città è nata?

Sono nata e cresciuta a Niigata, frequentando il liceo locale; dopo di che, mi sono trasferita a Tokyo per l'università. Poi, mentre frequentavo il terzo anno, partecipai a un concorso fumettistico organizzata dalla Shogakukan: riuscii a guadagnarmi uno dei premi per le migliori opere in concorso, e fu così che iniziò la mia carriera, all'età di vent'anni.

Qual è stato il motivo che la spinse a partecipare a quel concorso e a lanciarsi così nel mondo dei fumetti?

Ranmax2ePi-ChanEra un sogno che inseguivo fin da piccola... Poi, abitando a Tokyo e vedendo tutte quelle case editrici attorno a me, pensai di potercela fare e mi scrissi a quel concorso con fiducia.

Allora disegnava fumetti fin da piccola?

Si, è sempre stata la mia passione. All'inizio mi limitavo a scrivere piccole storie composte da quattro vignette. Poi, al secondo anno di liceo, partecipai al mio primo concorso... Fu un vero disastro!!

Il fatto che decise di iscriversi all'università di Tokyo aveva qualcosa a che fare con le sue ambizioni di fumettista?

Le tre TendoNo, questa scelta non c'entra con le mie ambizioni. Visto l'insuccesso del mio primo concorso, pensai di rinunciare a tutto e di iscrivermi a un'università della mia città. Furono i miei genitori a insistere. Mi convinsero a trasferirmi qui a Tokyo, così che potessi crearmi una mia vita indipendente.

E' molto fortunata ad avere dei genitori così. Di solito, nella maggior parte delle famiglie, si cerca sempre di tenere la propria figlia il più vicino possibile. Questo l'avrà sicuramente favorita, no? Per quanto riguarda le tecniche professionali, le ha imparate da sola o con l'aiuto di qualche maestro?

Shan-PuHo appreso le tecniche necessarie imitando i miei disegnatori preferiti, e ho imparato a tracciare linee ad occhio nudo. Durante il secondo anno di università, frequentai un corso di fumetti organizzato dal maestro Kazuo Koike (autore dei testi di Crying Freeman N.d.r.). Durante i sei mesi di corso, mi insegnarono sia a scrivere le storie, sia a perfezionare il segno, spingendomi ad ideare non meno di una storia alla settimana. Ryoga e UkyoPoi mi fecero esercitare nella creazione di vignette e intere pagine, e per questo dovetti basarmi sulle sceneggiature migliori che erano state scritte durante il corso. Trovarmi insieme a tante persone che avevano le mie stesse ambizioni è stata un'esperienza stimolante che mi ha incoraggiato a proseguire per la mia strada. Le discipline che ci venivano insegnate erano tutte di alto livello: infatti, la maggior parte di esse le ho potute capire ed apprezzare solo dopo molti anni.

AzusaHa frequentato quel corso perché era un'ammiratrice del maestro Koike?

I motivi per cui ho frequentato quel corso sono stati due: il primo fu che conobbi una ragazza, anche lei aspirante fumettista, che frequentava però un'altra università. Decidemmo di iscriverci al corso per avere un punto di riferimento in comune; l'altro motivo fu che il maestro Koike era molto famoso, dato che aveva appena scritto il suo capolavoro, Kozure Ookami (che in Italia abbiamo visto nella trasposizione televisiva dal vivo Samurai, N.d.r.), perciò pensai che avrei potuto trarre molti profitti dai suoi insegnamenti.

SounDa quali altri autori pensa di essere stata influenzata?

Ce ne sono stati molti... All'inizio, il mio preferito era il grande Osamu Tezuka (Astroboy, La principessa Zaffiro, la saga della Fenice), poi rimasi colpita dalle opere di Fujio Akatsuka (Doraemon). Mentre frequentavo il secondo anno delle scuole medie, ero una grande fan dell'Uomo Ragno della Marvel: la versione giapponese era scritta da Ryoichi Ikegami (il disegnatore di Crying Freeman); successivamente passò ai testi di Kazumasa Hirai, ma i disegni di Ikegami continuavano a piacermi particolarmente. Fu questo il motivo che mi spinse a diventare una fumettista.

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